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La deriva pericolosa

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E il metodo Salvini Da quando la Lega è al governo non si fa altro che parlare di migranti, di chiusura dei porti e di protezione dei confini e delle acque territoriali.  Gli strali di Salvini ultimamente hanno riguardato la scorta di Roberto Saviano, che dovrebbe essere rivista, e magari ridimensionata. Saviano polemizza in video con un messaggio in cui lo onora, appellandolo ministro della malavita, allo stesso modo in cui Gaetano Salvemini chiamava Giovanni Giolitti, per il suo trasformismo politico. I 5S con Di Maio si richiamano alla coerenza del programma scritto insieme. Ma davvero pensiamo che questo guazzabuglio sia il modo più giusto per cambiare le cose? Può essere credibile pensare che i problemi degli italiani discendano tutti dai flussi migratori e da quanto si spende per le scorte degli scrittori e dei giornalisti che, con le loro inchieste e con i loro libri, hanno opposto azione di contrasto alle mafie?

Il Mezzogiorno gli sia interdetto

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Proteggiamo la nostra storia e la nostra cultura di meridionalisti convinti. Fieri ed orgogliosi di esserlo. Dopo i recenti fatti di cronaca che annunciano la chiusura dei porti alle navi di migranti propongo di chiudere le frontiere del Mezzogiorno Italiano a Matteo Salvini, e a tutti i suoi simpatizzanti e accoliti.  Naturalmente il Paese per i leghisti finisce dall'Emilia Romagna in giù. Che se ne stiano, perciò, a casa loro, e non vengano a rompere gli zebedei. In particolar modo, il sud gli sia interdetto.  Lui non se lo merita e non ci merita. E noi non lo vogliamo.