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IL COMPORTAMENTO MAGICO

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Il Comportamento Magico (Wip, Bari, Settembre 2021) è una sintesi storico-filosofica e psicologica del fenomeno magico, inteso come tecnica di affidamento e di salvezza, che parte dalla definizione della parola "magia" per descrivere le sue possibili declinazioni in magia bianca, verde, grigia, rossa, nera e blu. Attraverso una carrellata storica, nel tempo, vengono presentate le varie forme e tipologie di magia utilizzate dai popoli, dal più lontano passato fino all'attualità dell'oggi, e sono presi in considerazione gli aspetti più filosofico-teorici del pensiero magico, utilizzato come tecnica pratica di controllo della realtà e come affermazione di potere sul mondo, mettendo in luce la differenza intercorrente tra magia, religione e pensiero scientifico. I "comportamenti magici" esprimono tradizioni, usi, costumi, ma anche pregiudizi delle popolazioni, e costituiscono, pertanto, vere e proprie tecniche di sopravvivenza dei popoli, ma anche stati patologi...

Riza Psicosomatica

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Sempre di Raffaele Morelli è questa rivista mensile di psicologia, che segnalo per gli appassionati del tema, con tanti e differenti argomenti che vi accompagneranno per un intero mese di riflessione e di meditazione. Per aver cura di stessi e degli altri, agendo di conseguenza.

Segui il tuo destino

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Se siete appassionati di psicologia, e vi interessa il tema, vi segnalo  questo libro di Raffaele Morelli, sua ultima pubblicazione del 2019. Morelli è uno psichiatra che consiglia di accogliere, nell'ascolto, la realtà come accade, lasciando scorrere la vita, senza frapporre blocchi o muri che, a suo parere, generano le patologie.  Uno sguardo diverso sul mondo della psiche, che non è orientato a cogliere necessariamente il nesso colpevolizzante col passato, ma si ferma semplicemente ad osservare senza giudicare il presente, lasciando essere cose e persone così come sono.

Danzaterapia

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Avete mai provato a cimentarvi nella Danzaterapia? Vi posso assicurare che si tratta di un'attività coinvolgente e di grande divertimento, nella quale ci si può mettere in gioco se si volesse migliorare il rapporto con il proprio corpo e la relazione interpersonale.  A differenza della danza, ciò che si esprime non è la perfezione della tecnica, ma piuttosto il proprio sè che viene fuori in maniera improvvisata e spontanea, dove non è il conduttore a proporre la sequenza, ma ogni partecipante che prenda l'iniziativa, per dire e fare ciò che l'istinto, di volta in volta, gli suggerisce. La dimensione giocosa dello stare insieme nella relazione è una delle principali finalità della danzaterapia, che aiuta a vivere se stessi e gli altri come unità psico-corporee, nelle quali contano tanto lo spirito che la materia della propria organica fisicità. Il presupposto teorico di questa disciplina che studia l'unità del sé è la psicologia della Gestalt, dove i...

Intelligenza emotiva

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O intelligenza del cuore... Si dice che l'amore è cieco, e che, come esplica la vignetta che ho scelto per questo post, il cuore non ci vede ad un palmo dal suo naso. 

Genitorialità

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Essere genitori vuol dire dover apprendere a restare in attesa; avere pazienza; aspettare di poter raccogliere i frutti; veder fiorire la propria opera; godere del profumo e dei colori che si accendono nel giardino che si è a lungo coltivato.

Trasferimento di competenze

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E competenze trasversali il ruolo del mentoring Nelle aziende private esistono delle figure professionali dette mentori che affiancano l'attività del formatore accanto all'apprendista mentee, per praticare il mentoring, cioè il passaggio, o trasferimento, di competenze da una persona all'altra. Il mentore, dunque, utilizzando una metodologia che si avvale di alcune tecniche del counseling e del coaching aiuta e sostiene l'allievo, che si sta preparando ad entrare a pieno titolo in un gruppo di lavoro, con specifiche competenze professionali, afferenti al suo ruolo aziendale. L'attività di affiancamento si prolunga fino a quando il mentee non impara a svolgere in autonomia compiti e mansioni che gli vengono affidati.

Il potere creativo

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La teoria autocentrica Ho letto di recente un bel libro, non molto lungo, semplice e scorrevole nei contenuti, scritto da un autore, Franco Campegiani, che è un poeta filosofo. La tesi che Campegiani sostiene nel suo libro è che l'arte abbia un fortissimo potere creativo, e che questo potere debba essere esplicitato in libertà, e senza censure, per guarire dalla patologia del nostro tempo, in cui siamo tutti isolati, soli, depressi.

Regala un fiore

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E permetti all'altro di sbocciare La primavera è la stagione dei fiori. Tutto sboccia e torna alla vita, dopo il lungo sonno invernale che ha nascosto e protetto ogni cosa. I fiori profumano e riempiono la giornata di colore. Sono il sale della nostra esistenza, e rappresentano quelle risorse interiori che finalmente vengono alla luce, rendendo tutto più gradevole e bello.

Imparare a dimenticare

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La memoria che fa ammalare Senza storia, non siamo nessuno. Non abbiamo radici, non ci riconosciamo in un passato che ci appartenga, semplicemente non siamo.  La memoria è una fonte preziosa e inesauribile di informazioni. La nostra vita, intesa come esistenza, è difatti l'insieme dei vissuti di esperienza che costituiscono la storia individuale di ciascuno.  Senza storia, non siamo nessuno. Non abbiamo radici, non ci riconosciamo in un passato che ci appartenga, semplicemente non siamo. 

Il Virtuale pro e contro

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Social e nuovi social Ma dal punto di vista psicologico sono più i punti a sfavore Mi va di fare insieme a voi alcune riflessioni sulla questione odierna relativa all’incapacità dell’uomo di vivere la sua vita, anche in solitudine, scegliendo cosa voler fare di se stesso, e cosa, pertanto, aspettarsi dagli altri. In questa prospettiva di dipendenza, l’essere umano si frantuma nei vissuti degli altri, senza tuttavia vivere fino in fondo la sua propria personale esistenza. E pertanto finisce con l’alienare se stesso nel mezzo virtuale che lo protegge dietro uno schermo, incapace di vivere la sua vita dal vivo con gli altri.

Curarsi a ritmo delle stagioni

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Autunno  la stagione adatta per lasciare andare Nessuna stagione come l'Autunno è più adatta per curarsi, nel senso del prendersi cura di sé.  Chi ha la tendenza alla malinconia, alla tristezza o, peggio, alla depressione, dovrebbe approfittare della sensazione che trasmette al cuore il mese di Ottobre. Bello non solo per Halloween e per l'incipiente festa dei morti e di Ognissanti, che si festeggiano a Novembre, ma soprattutto per quel ritirarsi silenzioso nel vuoto lento delle foglie morte che cadono, e della pioggia che inizia ad innaffiare con il suo sgocciolare sui vetri delle finestre.  L'Autunno invoglia a trattenersi in casa, diradando le uscite, gli svaghi ed i divertimenti estivi. Ritrovando quel tepore degli affetti, dei legami familiari, delle memorie e dei ricordi, anche nostalgici e grigi come sono spesso le sue giornate. Ottobre è anche il tempo della vendemmia, della raccolta dei frutti del duro lavoro. Della riflessione meditata e dei ...

Ho tutto

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Non mi manca niente Ho tutto . Non mi manca niente.  Questo è il giusto atteggiamento di chi vuole essere felice. Il bic chiere è sempre mezzo pieno, mai mezzo vuoto. Ci si accontenta di quello che c'è, valorizzandolo. E da lì bisogna ripartire. Per la felicità....  

Non devo nulla a nessuno

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Un altro modo per essere felici è credere di non dovere niente a nessuno, e di non dover dimostrare niente a nessuno.  Siamo quello che siamo, e veniamo fuori, con i nostri pregi e difetti, in tutto ciò che facciamo. Perciò, non dobbiamo nulla a nessuno, tanto meno dimostrare qualcosa. Vivere ed esistere devono essere espressioni naturali del nostro saper stare al mondo. Chi è affetto dall'ansia continua di dover provare qualcosa fa fatica, si stressa, si stanca. Viviamo serenamente la nostra vita. Non dobbiamo niente a nessuno. E, soprattutto, non dobbiamo dimostrare nulla. Nemmeno a noi stessi.

Lasciare andare

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Non si può trattenere tutto. Ci sono persone e situazioni che è bene imparare a lasciare andare.  Quando non possiamo fare niente per modificare una situazione o cambiare il carattere di una persona alla quale siamo affezionati, ma che ci fa stare male, è meglio accettare la realtà per quella che è. E, in qualche caso, anche lasciar andare, e lasciarla andare. Dobbiamo acquisire la consapevolezza di avere un potere limitato sulle cose. Il nostro desiderio, anche legittimo, di dominare la realtà, si scontra inevitabilmente con il dover prima o poi prendere atto dei nostri limiti, che ci impongono, ad un certo punto, di fermarci davanti all'impossibilità di agire per cambiare il contesto. Quando abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare stiamo, se non altro, con la coscienza tranquilla, e possiamo vivere in pace con noi stessi. La stessa arrendevolezza davanti all'ineluttabile la esprimiamo quando, piuttosto che voler dominare a tutti i costi la scena...

Vivere il dolore

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Bisogna lasciarsi sopraffare dal dolore per viverlo intensamente e poi liberarsene. Soffocare le emozioni, anche quelle negative, può fare molto male. Bisogna lasciarsi andare al dolore e alla sofferenza, vivendoli intensamente, perché questa è la sola strada possibile per liberarsene. Il dolore negato e non risolto resta lì, in un cantuccio dell'anima, pronto a riemergere cronicizzandosi e somatizzando. Quando si soffre bisogna raccontare, dire, sfogarsi, verbalizzare a parole ciò che si prova. Esternare gli stati d'animo è la prima terapia contro la sofferenza psichica e la malattia. Ed è necessario piangere, se serve a sciogliere il nodo. Solo così, dopo averlo raccontato e sofferto fino in fondo, il dolore si scioglierà. E si potrà andare oltre, ricominciando a vivere.

Cambiare strada

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Un filosofo antico di nome Socrate non scrisse nulla, perché riteneva che la filosofia fosse l'arte del dialogo, e che scrivendo le verità si crillallizzassero, senza poter essere mai più modificate nel corso del tempo. Il percorso filosofico come quello umano è caratterizzato da continui cambiamenti di rotta, proprio perché la vita è movimento e ciò che si muove si presenta in continua evoluzione. Nessuno può pensare di decidere la sua esistenza una volta per tutte, perché ci saranno molti eventi che porteranno su altre strade. Non fare progetti per il futuro, e vivere alla giornata, potrebbe essere un potente antidoto contro il rischio di prefabbricarsi un modus vivendi che potrebbe diventare un'asfittica gabbia di morte. Fare progetti con la consapevolezza che niente è per sempre, vuol dire essere in grado di ammettere che si può cambiare idea, e strada. Nessuno può indicare, definitivamente, la strada del proprio cammino. Voler percorrere un trag...

Solitudine e dialogo interiore

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Molti temono la solitudine, non perché hanno paura di restare soli, quanto piuttosto perché non sanno stare soli con se stessi.  Il bisogno e la necessità di riempire il vuoto della nostra presenza ci porta a circondarci di gente che ci faccia dimenticare chi siamo. Prima degli altri, invece, veniamo noi. E finché non sapremo farci compagnia, non ameremo la solitudine. Una buona occasione per sfruttare al meglio il rimanere soli con noi stessi è il dialogo interiore, che stimola quel "conosci te stesso" di antica memoria socratica. Come possiamo difatti pensare di stare bene con gli altri se non conosciamo prima noi stessi? Fino a poco tempo fa si pensava che chi parla con se stesso fosse uno squilibrato. Oggi si sostiene esattamente il contrario. Perché il dialogo interiore, in chi lo pratica, migliora l'autostima e la consapevolezza del proprio sé; aiuta a riflettere e ad agire ponderatamente; offre serenità e migliora la relazione con ...

Accogliere la realtà

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Come la rena si lascia lambire dall'onda, senza opporle resistenza, così dobbiamo essere noi nella vita: presenti e resistenti, e poi...sia fatta la Tua volontà.. Accettare tutto ciò che ci accade, è questa un'altra maniera per essere felici.  Non per giustificare hegelianamente la realtà. Né per voler essere fatalisti. Semplicemente, per smussare il nostro ego smisurato, che ci porta a credere di avere potere su tutto. Ci sono cose che, pur volendolo, non dipendono dal nostro operato. E che non possiamo modificare. Il nostro potere di cambiamento non è illimitato. Dobbiamo accettare di doverci arrendere a tutto ciò che non possiamo controllare, e che non dipende da noi. In questo modo sapremo accogliere ciò che accade, con il senso della sua ineluttabilità. D'altra parte, nessuno può cambiare ciò che è stato. Pretendere di farlo significa voler lottare con i mulini a vento. Per non farci male, perciò, lasciamo andare le cose sulle q...

Il potere dell'oblìo

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Vendicatevi dimenticando. Non lasciate che la vostra storia possa, anche solo nel ricordo, distruggere il vostro presente e l'avvenire che immaginate per voi. Dimenticate tutto. E dimenticate lui... Mi rivolgo alle sopravvissute, perché le vittime non ci sono più, e non potrebbero mai leggere questo post. E quando parlo di sopravvissute non voglio intendere soltanto chi si è salvata da un probabile femminicidio. Perché, di fatto, le donne che subiscono quotidiana violenza non sono solo quelle che vengono fisicamente picchiate e ferite nel corpo, ma anche e soprattutto quelle sulle quali viene perpetrato l'abuso psichico, in una vita che diventa solo vegetativa, ma che non si può più definire pienamente tale. La donna abusata, nel corpo, come nello spirito, si spegne lentamente, e muore molto prima di essere materialmente uccisa dal suo compagno. Le cronache televisive, i programmi come Amore Criminale e Sopravvissute, ci raccontano proprio c...