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Visualizzazione dei post con l'etichetta politica

Il quarto stato

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Bisogna tornare a dare voce e potere alla gente. Quella vera... Renzi sceglie di abbandonare il PD e di fare un nuovo partito. Come ci hanno ricordato tutti i telegiornali di ieri sera, la sinistra è avvezza alle scissioni. Già nel 1921, il PCI nasce dalla scissione di Gramsci dal PSI. Il PSI di Turati, a sua volta, si scinderà, dando vita al PSU di Giacomo Matteotti.  Non so se Renzi sarà capace di fondare un gruppo davvero a sinistra. O comunque più a sinistra del PD, che mi pare piuttosto una riedizione della vecchia democrazia cristiana, e dunque un partito di centro.  Probabilmente il nuovo gruppo sarà più allineato a destra, che orientato verso il gruppo LEU. Ma staremo a vedere. In ogni caso è necessario far parlare le differenze. E personalmente in Renzi non ho mai visto uno di sinistra. Forse, perciò, è meglio così. Potrebbe costituire una valida alternativa alla Lega di Salvini. Chi può dirlo... L'importante è che si torni a dare voce e pote...

La deriva

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Viviamo in un mondo violento, dove l'uomo è tornato ad essere lupo per l'altro uomo. I femminicidi aumentano, e si conta un fatto di sangue ogni due giorni. Persino tra ragazzi giovani e minorenni i conti si pareggiano ormai con la pistola. Si esce di casa ma si teme di essere aggrediti e minacciati da malviventi. Ma i nemici più pericolosi li abbiamo in casa, o tra gli amici. Bisogna aver paura dell'altro. Perché insieme non si dialoga più. Si sta su internet, online, a mandarsi cuori dietro gli schermi del pc. O si litiga su una tastiera. Ma l'incontro faccia a faccia è diventato difficile e intollerabile. E spesso culmina nell'esplosione violenta che, non di rado, finisce con la morte di uno dei due interlocutori. Ma davvero è necessario arrivare a tanto? Quale movente può essere così rilevante da dover costare la vita? Viviamo appartati in un mondo di solitudine, in cui il contatto fisico scompare dietro il cellulare. E poi, ...

La Democrazia è accoglienza

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E rispetto delle differenze individuali  Abbiamo bisogno di continuità, di lavoro, di fiducia nelle istituzioni, di legalità, di rispetto, e di accordo con tutte le forze politiche, nazionali ed internazionali. Cosa non si è capaci di fare, pur di conquistarsi una poltrona di potere. Si rinnegano idee scritte, nei libri e nei programmi, e rappresentate a parole e con i fatti. Si "costruiscono" curriculum infarciti di esagerazioni non troppo ingenue. E tutto questo volgare affaccendarsi, in Italia, è ancora definito "politica", da destra e da sinistra, dai più giovani ai più attempati uomini di cultura.  Le sole forze politiche che ancora esistono sono quelle delle istituzioni. Eppure il Presidente della Repubblica, che ha agito nel rispetto della Costituzione, è stato offeso e accusato pubblicamente in tv, sui social, nei dibattiti, da quelle stesse persone che il 2 giugno vorrebbero scendere in piazza per manifestare.  La democrazia è rispetto del...

Governo chiama Italia

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La verità è che non avevano i numeri... Se non altro Conte, dopo la salita al Colle, potrà aggiornare il suo curriculum, scrivendo "premier" e "scalata de l l ' Everest ".

Verso l'accordo

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Tutti uguali Mai dire mai...e invece, prima si fanno la guerra, poi cercano alleanze di governo a destra e a manca pur di restare in sella, e non perdere la poltrona.

Dare un governo all’Italia

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Dare un governo all’Italia è, di questi tempi, un’azione coraggiosa oltre che responsabile.  Ma quale governo? Fatta eccezione per il Pd, che ammette la sconfitta elettorale, tutti gli altri si sentono vincitori, chiamati a salire sul carro. E più di tutti, chi ritiene di essere il fantomatico rappresentante di una coalizione politica, che di fatto non è mai nata. Perché si dice coalizione un’associazione di partiti che si presentano uniti tutti insieme alle consultazioni. Dove “uniti” vuol dire compatti sotto lo stesso programma politico. Non mi sembra che il centro destra abbia presentato un unico programma, perciò la coalizione non si è mai costituita come tale, e Salvini è libero, purtroppo, di governare con chi vuole. Il solo vero vincitore di queste elezioni politiche è, piaccia o no, il Movimento Cinque Stelle. Il buon senso vorrebbe perciò che l’incarico di formare il nuovo governo fosse affidato a Di Maio, senza discutere, e che passasse a lui ...