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La deriva

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Viviamo in un mondo violento, dove l'uomo è tornato ad essere lupo per l'altro uomo. I femminicidi aumentano, e si conta un fatto di sangue ogni due giorni. Persino tra ragazzi giovani e minorenni i conti si pareggiano ormai con la pistola. Si esce di casa ma si teme di essere aggrediti e minacciati da malviventi. Ma i nemici più pericolosi li abbiamo in casa, o tra gli amici. Bisogna aver paura dell'altro. Perché insieme non si dialoga più. Si sta su internet, online, a mandarsi cuori dietro gli schermi del pc. O si litiga su una tastiera. Ma l'incontro faccia a faccia è diventato difficile e intollerabile. E spesso culmina nell'esplosione violenta che, non di rado, finisce con la morte di uno dei due interlocutori. Ma davvero è necessario arrivare a tanto? Quale movente può essere così rilevante da dover costare la vita? Viviamo appartati in un mondo di solitudine, in cui il contatto fisico scompare dietro il cellulare. E poi, ...

Il potere dell'oblìo

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Vendicatevi dimenticando. Non lasciate che la vostra storia possa, anche solo nel ricordo, distruggere il vostro presente e l'avvenire che immaginate per voi. Dimenticate tutto. E dimenticate lui... Mi rivolgo alle sopravvissute, perché le vittime non ci sono più, e non potrebbero mai leggere questo post. E quando parlo di sopravvissute non voglio intendere soltanto chi si è salvata da un probabile femminicidio. Perché, di fatto, le donne che subiscono quotidiana violenza non sono solo quelle che vengono fisicamente picchiate e ferite nel corpo, ma anche e soprattutto quelle sulle quali viene perpetrato l'abuso psichico, in una vita che diventa solo vegetativa, ma che non si può più definire pienamente tale. La donna abusata, nel corpo, come nello spirito, si spegne lentamente, e muore molto prima di essere materialmente uccisa dal suo compagno. Le cronache televisive, i programmi come Amore Criminale e Sopravvissute, ci raccontano proprio c...