La figura e la lettera


Ci sei o ci fai?

Non sempre il senso letterale delle parole esprime il vero significato di quanto si vuole dire.

Non sempre l'applicazione della traduzione letterale è quella più giusta da conferire.

A volte la lettera è sinonimo di ignoranza, o di problemi nella comprensione della frase e del testo.

Una mamma di un ragazzo autistico, nell'intento di spiegarmi la difficoltà di comunicazione con il figlio, mi ha detto della sua ingenua semplicità di espressione. 

Gli autistici non comprendono le figure allegoriche. Per loro il senso di ciò che si vuole dire è nelle parole stesse che vengono pronunciate. 

Gli autistici non comprendono l'ironia, e non afferrano il senso figurato della retorica.

Ma tutti gli altri sì. A meno che non si tratti di sciocchi o di ignoranti che limitano il significato espressivo delle frasi all'unico piano del loro senso letterale.

Dal momento che la semplicità ingenua dei ragazzi con problemi è stata già presa in considerazione, non resta che pensare che buona parte della popolazione adulta italiana non abbia chiaro il senso retorico dell'allegoria.

Più volte ho dovuto constatare che la comprensione generale, ad un livello medio, si ferma al piano letterale - e un po' ottuso - delle frasi dette e ascoltate.

Abbiamo un urgente bisogno di recuperare il ricco valore semantico della nostra lingua. Le metafore. L'uso del singolare e del plurale. Quello del maschile e del femminile.

Si deve tornare a leggere, e a scrivere. Ed è necessario saperlo fare bene.

Poi ne possiamo anche riparlare.

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