Sepolcri sbiancati
Sono credente, sia per convinzioni personali - la spiritualità interiore di cui parlano i filosofi - sia per tradizione e valori educativi che mi sono stati tramandati dalla famiglia, dai gentori e dalla scuola che ho frequentato.
Ma dei cattolici - e della chiesa cattolica in generale - non tollero l'ipocrisia, il fanatismo, e la goffa dabbenaggine di certi bigotti.
Ieri sera, in una chiesa vuota - e quasi deserta, se non per quelle poche anime presenti - mi sono disgustata.
Ho visto una bigotta che sparla di tutti, che però sta sempre in chiesa.
Due pettegole che - fino a qualche anno fa - si dicevano miscredenti, e che da qualche tempo "si sono convertite" (ma sono bravissime a discriminare e a sbattere la porta in faccia a quelli che a loro non piacciono).
Una fedele che sceglieva accuratamente vicino a chi sedersi, e che faceva i distinguo tra chi dare o no la pace.
E ho respirato tanta paura del contatto umano, in un'atmosfera dal sapore decisamente medioevale, dalla quale sono fuggita presto con grande sollievo per la mia persona.
Fortunatamente, non tutti i cattolici, e non tutte le sacrestie, sono così.
Anzi, i veri cattolici sono assolutamente diversi da queste quattro bigotte di quartiere, dalla mentalità retrograda e paesana.
Il Cattolicesimo è vita, respiro, gioia di vivere e di esserci...
In Chiesa celebrava - assieme al parroco - un prete di colore. In un attimo ho fatto mia la sofferenza di questi poveri cristiani, emarginati, allontanati e ghettizzati da certa nuova destra ideologica, che si sta facendo strada al potere, e che rischia di diventare davvero molto pericolosa.
Eppure - ne sono certa - tra i razzisti della nostra epoca, ci sono tanti che si definiscono cristiani cattolici. Con quale coraggio, non lo so.
Il Vangelo di oggi dice proprio che il marcio non è fuori, ma proviene da dentro, dal presumere di essere superiore.
Il peccato è la miseria umana, che inizia dal pensare male dell'altro, fino ad esserne geloso, a non poter tollerare i suoi successi, a desiderare di essere meglio a tutti i costi, senza saper accettare i propri limiti.
Il Vangelo di oggi dice proprio che il marcio non è fuori, ma proviene da dentro, dal presumere di essere superiore.
Il peccato è la miseria umana, che inizia dal pensare male dell'altro, fino ad esserne geloso, a non poter tollerare i suoi successi, a desiderare di essere meglio a tutti i costi, senza saper accettare i propri limiti.
Mentre la nostra fede - quando è autentica - accoglie il diverso, crea e custodisce la comunità. Non innalza steccati e muri di divisione.
Ma per capire questo, bisogna crederci. Davvero.
Ma per capire questo, bisogna crederci. Davvero.

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