Vacanze finite si torna in città
Anche le mie ferie estive, come quelle di molti altri italiani, sono terminate, e qualche giorno fa sono tornata in città, rientrando dalle vacanze.
Non per tutti settembre è il mese del rientro, perché, complice il caldo che si fa sentire ancora molto, tanti scelgono proprio questo periodo per andare in ferie. A settembre c'è meno gente in giro, le vacanze sono più rilassanti e si spende di meno rispetto all'alta stagione. Quindi perché no? Chi può permetterselo fa benissimo a scegliere questi giorni di settembre (o anche il mese di giugno, che è altrettanto meraviglioso).
Le mie vacanze sono state davvero belle quest'anno. Intanto perché lunghissime - dal momento che non sono stata impegnata con gli esami di maturità (cosa che non mi è affatto dispiaciuta) - poi perché ho avuto modo di fare una puntatina di qualche giorno al mare prima di godermi il mio agosto in montagna, come faccio ogni anno, ormai da tanto tempo.
I luoghi visitati sono tutti meravigliosi. Dal Gargano, nella zona di Mattinata e Mattinatella, fino a Baia San Felice - dove non ero mai stata - in prossimità di Vieste. Ho fatto anche una giornata a Termoli (Campomarino) con mia cugina e con i suoi figli, e una a Siponto, dove ho mangiato molto bene sul mare. Ma, soprattutto, ho scoperto Fontana delle Rose e Cala Rosa (spiaggia e ristorante), che è un paradiso a circa cinquanta chilometri da Foggia.
Dopo di che - nel mese di luglio ho frequentato molto anche il Summer Village del Mirage a Foggia - mi sono recata in montagna a Campo di Giove, località della Maiella molto frequentata per lo più da foggiani, pescaresi, napoletani e romani. E lì, in montagna, ho passeggiato molto e respirato l'aria fresca dei mille metri sul livello del mare, dimenticando, almeno per un po', il caldo afoso della mia città.
Ciò che ricordo con più gioia di queste vacanze, a parte la bellezza delle località che ho avuto il piacere di abitare, è senz'altro la compagnia, e la gente che ho conosciuto. A Troia, prima di partire per la montagna, abbiamo fatto una rimpatriata in famiglia, con mia zia che è scesa da Trento e mio zio proveniente da Bari. Ho rivisto anche due mie cugine che non vedevo da molto tempo, che si sono accompagnate ai loro genitori. E poi ho riscoperto il piacere dello stare in famiglia, con i miei figli, con mio fratello, con gli amici, ai quali nel corso dell'anno possiamo tutti dedicare poco tempo a causa dei rispettivi impegni di lavoro, ciascuno nella propria città.
Non ho fatto viaggi all'estero, né ho visitato nuove strabilianti località lontano da casa. Ma ho avuto modo di rinverdire i miei rapporti sociali e la consuetudine dello stare bene in famiglia, con le persone che amo e che mi amano. E per me questo ha significato molto. Un'autentica disintossicazione dalle relazioni labili e fuggevoli del nostro tempo. Dove non ci si ferma più nemmeno per un saluto, e le conoscenze rimangono tutte al livello della loro superficie. Dove non si conoscono più gli altri per quello che sono, ma soltanto ed unicamente per i posti che occupano nella gerarchia sociale, e per il loro ruolo professionale.
La vacanza dovrebbe, a mio parere, servire proprio a rinsaldare i rapporti già in essere e a crearne di nuovi, fondandoli su una nuova umanità, dove l'incontro con l'altro possa farsi autentica esperienza e testimonianza di comunione, nella conoscenza reciproca. Questa tipologia di vacanza mi riempie lo spirito, e mi dà forza ed energie per affrontare l'anno lavorativo ormai alle porte. Regalandomi speranza nel presente e nel futuro. Perché ogni incontro con l'altro possa davvero divenire un'esperienza di accoglienza in cui la novità non è fuori dell'uomo ma è nella scoperta di quell'interiorità, che appartiene a ciascun essere umano, e che troppo spesso abbiamo dimenticato di coltivare e di curare.

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